Nella scelta del frullatore a immersione, un vero alleato in cucina soprattutto per chi, pur andando di fretta vuole poter contare sempre su menu assortiti e sfiziosi, non si può ‘giocare’ a mosca cieca. Per poter andare sul sicuro, invece di procedere a tentoni su un mercato che bombarda di offerte non sempre all’altezza dei proclami, bisogna procedere con decisione e per gradi, sapendo in partenza cosa si vuole e individuando quelli che sono i parametri chiave che un buon mixer deve avere. La potenza, legata al motore, è il primo elemento a fare la differenza nella scelta di un buon minipimer, perché dal suo livello dipende la qualità delle lavorazioni e la possibilità di trattare ingredienti di diversa consistenza, dai liquidi ai solidi.

Per testare la potenza di un mixer si deve tenere sott’occhio il wattaggio, che si attesta in una media di 800 w, se il valore scende sotto i 600 sarà difficile frullare alimenti di una certa consistenza, meglio optare per wattaggi superiori per poter ottenere più soddisfazioni dall’apparecchio. Anche la velocità è un fattore variabile che influisce sulle prestazioni dell’elettrodomestico, nella maggior parte dei casi i frullatori a immersione ad uso domestico in commercio dispongono di due livelli di velocità, normale e turbo, che però possono salire fino a dieci nei mixer professionali. Anche il numero e la qualità delle lame influisce sulle performance del minipimer, che di solito monta da 2 a 4 lame, quasi sempre in acciaio, raramente (per fortuna!)  in plastica. Gli ultimi due fattori che vanno valutati con attenzione sono l’impugnatura e la resistenza.

La prima è fondamentale perché l’apparecchio non sfugga di mano in fase di lavorazione, quindi dev’essere in materiale plastico o gommoso per aderire alla presa, mentre la resistenza è una caratteristica che condiziona la durata dell’apparecchio, in quanto determina la reazione all’usura e il grado di sopravvivenza all’uso prolungato e intensivo dell’apparecchio. I moderni mixer a immersione si distinguono dai tradizionali frullatori perché sono privi di vaso, in quanto utilizzabili per mixare direttamente immergendoli nei vari contenitori e potendo muoversi liberamente se il mixer è a batteria, senza bisogno di stare nei paraggi della presa elettrica a cui è collegato il filo.